DATAZIONE DELLE BANCONOTE DEL TIBET


Individuare la data di emissione di una banconota tibetana è una capacità che pochi appassionati numismatici hanno a causa della scrittura tibetana che non è certo di pubblico dominio, specialmente per noi occidentali. Una abilità solo apparentemente complicata e che risulta invece abbastanza semplice per chi sappia dove guardare e come interpretare i simboli fonetici che vengono utilizzati per indicare la data.

IL CALENDARIO TIBETANO

Il calendario tibetano comincia nel febbraio del 255 d.C., data della leggendaria fondazione del Governo teocratico del Tibet. Siccome il calendario ambrosiano risulta avanti di 254 anni rispetto a quello tibetano per interpretare l'anno occorre sommare 254 alla data riportata sulla banconota. Il Governo del Tibet emette la prima banconota nel 1912 ma naturalmente la data riportata non è "1912" ma "1658" (cioè 1912 - 254).

Le banconote che recano l'anno di emissione sono quelle della prima e seconda serie (dal 1912 al 1941) e il 10 Srang del 1941-48. Le date che incontreremo andranno quindi dal 1658 al 1694. Questo agevola il compito visto che la data inizierà sempre con "16...": bisogna soltanto saper interpretare i numeri dal 58 al 94.

IL CICLO SESSAGESIMALE

Il Governo del Tibet emette valuta fino al 1959 ma le banconote dell'ultima serie da 5, 25 e 100 Srang (ad eccezione del 10 Srang) non menzionano l'anno preciso d'emissione ma recano solamente il numero del ciclo "Rab-Byung" in atto. In Tibet, come in gran parte delle culture dell'Asia sud-orientale, la progressione degli anni è conteggiata sulla base della posizione zodiacale di Giove, che impiega circa 12 anni per compiere una rivoluzione intorno al Sole. Il ciclo Rab-Byung è costituito da 5 anni "gioviani", vale a dire 60 anni terrestri (5 x 12 = 60): allo scadere del sessantesimo anno di un ciclo il conto ricomincia da 1 (vedi CICLO SESSAGESIMALE). Per semplificare, possiamo dire che di queste banconote si conosce solamente il numero di "sessantine d'anni" che sono passate dall'inizio del calendario, che nel caso del Tibet comincia nel 1027 d.C. Le emissioni del governo del Tibet cominciano nel 1912 (46o anno del XV ciclo) e terminano nel 1959 (33o anno del XVI ciclo).

La riga da osservare per determinare l'anno è la seconda dall'alto; nell'ultima riga in basso invece c'è il numero del ciclo "Rab-Byung" (in questo caso il numero 16):




L'ABC

Innanzitutto apri la tabella di conversione numerica per numeri tibetani che fornisce gli elementi di base. La riga che ci interessa è quella delle sillabe: tra parentesi ci sono le varianti che vengono talvolta utilizzate secondo le regole elencate qui sotto.

I numeri tibetani si scrivono da sinistra a destra in ordine decrescente e vengono legati insieme togliendo il simbolo "" e sostituendolo con un punto; l'ultima cifra a destra conserva il simbolo "".

La composizione dei numeri attraverso l'uso delle sillabe segue alcune regole ed eccezioni che è opportuno elencare rapidamente per riuscire a leggere l'anno di emissione:
  • i numeri da 1 a 10 sono espressi attraverso i simboli citati nella relativa tabella di conversione numerica;
  • i numeri da 11 a 19 si scrivono nella forma "10 + (1-9)" ("13" e "15" fanno eccezione perché si usa una variante di "10" come in "15");
  • le decine (20, 30, 40...) sono composte nella forma "(2-9) + 10" ma in "20" e "30" si usano le varianti di "2" e "3" mentre in "60", "70" e "80" si usa la variante ridotta di "10";
  • i numeri da 21 a 99 (tranne le decine) si scrivono nella forma "decina + CONGIUNZIONE + (1-9)" (il tipo di congiunzione dipende dalla variante di "10" utilizzata);
  • come per le decine, le centinaia (200, 300, 400...) sono composte nella forma "(2-9) + 100"; allo stesso modo si formano le migliaia;
  • i numeri superiori a 100 potrebbero avere una congiunzione nella forma "centinaia + congiunzione + decina + unità" (es. "242" = "200 + congiunzione + 40 + 2" ovvero "duecento e quarantadue");
  • a volte lo 0 si usa per esprimere la mancanza (es. "205" = "2 + 100 + (10 + mancanza) + 5");

LEGGIAMO QUALCHE DATA

Vediamo alcuni esempi:

15 Tam   –   P.3


L'anno di emissione di questa banconota è:   1659 + 254 = 1913
Da notare:
  • l'uso del punto come separatore tra simboli numerici semplici (il punto funge da separatore anche tra le sillabe delle parole), che sostituisce il simbolo "";
  • la presenza della congiunzione "" dopo il "10" tipo "".

50 Tam   –   P.7


L'anno di emissione di questa banconota è:   1682 + 254 = 1936
Da notare la presenza della congiunzione "" dopo il "10" tipo "".

10 Srang   –   P.9


L'anno di emissione di questa banconota è:   1687 + 254 = 1941
Da notare la presenza della congiunzione "" dopo il "10" tipo "".






Davide Oldrati © 2014