LA STRANA SERIE

"In questa società, in cui il potere non è mai stato del popolo, le masse sono come rassegnate a sentire che il loro destino è nelle mani dei potenti, che di solito sono crudeli e spesso semplicemente matti. «È nella tradizione», mi son sentito dire più volte. I re di Mandalay, nel secolo scorso, tenevano a corte un elefante. Alle necessità del pachiderma provvedeva un ministro, alle sue spese le tasse di un'intera provincia. Quando l'elefante era giovane, le donne della città si contendevano il privilegio di allattarlo. A Mandalay l'elefante non c'è più da tempo, ma la Birmania non ha smesso di avere strani governanti. Ne Win, il dittatore che è rimasto al potere dal 1962 al 1988, fra le tante stranezze, ha avuto anche quella di imporre al Paese banconote non da cinquanta o cento kyat, ma da novanta kyat perché lui crede nella magia del «9». Le banconote da 75 kyat furono aggiunte per celebrare il suo settantacinquesimo compleanno."
(Tiziano Terzani, "In Asia", 1998)

La prosa vivace di Terzani introduce a meraviglia gli argomenti di questo articolo: la peculiare predisposizione dei governanti birmani all'eccentricità (in particolare di Ne Win, di cui percorreremo velocemente la biografia) e la curiosa denominazione della serie di banconote emessa tra il 1985 e il 1987 che chiude numismaticamente l'era Ne Win e prelude alla nascita del Myanmar.

L'ASCESA DI NE WIN

Figura-chiave della storia della Birmania dall'indipendenza dalla Gran Bretagna al colpo di Stato militare del 1988, Ne Win nasce a Paungdale il 10 luglio 1910 col nome di Shu Maung. Frequenta biologia all'Università di Rangoon per due anni tra il '29 e il '31 e sogna di diventare un dottore ma la sua vocazione politica lo conduce rapidamente nell'alveo del movimento nazionalista "Noi Birmani".
Come aderente alla fazione socialista dell'organizzazione, viene scelto assieme ad altri 29 compagni per partecipare all'addestramento giapponese anti-colonialista sull'isola di Hainan, dalla quale fa ritorno nelle file dell'Esercito Birmano d'Indipendenza per combattere al fianco dei giapponesi organizzando la guerriglia alle spalle delle linee britanniche.
Tuttavia, una volta cacciati gli inglesi, il Giappone mantiene l'occupazione della Birmania e come sovente accade i vecchi alleati diventano il nuovo nemico, per combattere il quale l'Esercito d'Indipendenza non esita ad allearsi con i precedenti nemici, che dal 1944 stanno progressivamente riconquistando il controllo della Birmania.

Il 4 gennaio 1948 la Birmania ottiene l'indipendenza formale ma il governo democratico che ne scaturisce, guidato da U Nu, compagno di Ne Win dai tempi dell'addestramento ad Hainan, non è in grado di risolvere le tensioni politiche ed etniche che lacerano il paese e in particolare l'esercito. In questo panorama dilaniato Ne Win, con l'appoggio di U Nu, riesce ad approfittare delle rivalità interne all'esercito e a conquistarne il controllo diventando Capo di Stato Maggiore nel 1949 a spese del suo rivale Smith Dun, di etnia Karen.

Quando, dieci anni dopo, la spaccatura della Lega di Libertà Popolare Anti-Fascista, la coalizione formata da socialisti, comunisti e nazionalisti che sostiene il governo di U Nu, mette in seria crisi la continuità della legislatura, lo stesso U Nu nomina astutamente Ne Win Primo Ministro ad interim fissando le elezioni per il 1960 e lasciando che sia il Capo dell'esercito ad occuparsi del... lavoro sporco. Lungi dal favorirne l'affermazione, la mossa mette in evidenza gli aspetti autoritari di Ne Win che riesce a ripristinare l'ordine attuando perà una dura repressione ai danni dei militanti del Fronte Unito Nazionale e del Partito Comunista della Birmania, oppositori del governo. I suoi metodi, efficaci ma brutali, lo mettono in cattiva luce agli occhi della popolazione e alle elezioni U Nu riscuote il credito di fiducia venendo riconfermato Presidente.

La fugace esperienza di potere lascia evidentemente inappagati gli appetiti di Ne Win che due anni dopo rovescia il governo legittimo di U Nu e installa un Consiglio Rivoluzionario da lui presieduto: dichiarando ufficialmente che "la democrazia parlamentare non è adatta alla Birmania", sospende la Costituzione e scioglie la legislatura. Dalla sua nuova posizione di Capo di Stato e Primo Ministro, Ne Win riprende l'attività interrotta suo malgrado due anni prima e allo scopo di stabilizzare la situazione politica intraprende una poderosa escalation repressiva: effettua arresti di massa degli oppositori, lancia una campagna militare contro l'Esercito Popolare Comunista che controlla la parte orientale del paese e contro gli eserciti delle minoranze etniche (in particolare contro gli indipendentisti Karen, rimasti a bocca asciutta dopo che U Nu aveva negato loro uno Stato indipendente, promesso invece dalla Gran Bretagna).

Il 4 luglio 1962 fonda il Partito del Programma Socialista della Birmania (BSPP), improntato ad un mix di nazionalismo, socialismo non-marxista e buddhismo che viene battezzato "la via birmana al socialismo". Due anni dopo bandisce tutti i partiti politici e il BSPP rimane l'unico partito della Birmania. Il 7 luglio 1962, tre giorni dopo la fondazione del BSPP, reprime nel sangue la manifestazione di protesta organizzata dagli studenti dell'Università di Rangoon e rade al suolo la sede dell'Unione degli Studenti. Qualche giorno dopo, in un breve e lugubre discorso alla nazione, promette: "Se quei disordini sono stati effettuati per sfidarci, allora devo dichiarare che combatteremo spada contro spada, lancia contro lancia".

Dodici anni dopo il colpo di Stato, il 2 marzo 1974, il grande progetto trova infine compimento con il varo della nuova Costituzione che ufficializza il sistema mono-partitico, dissolve il Consiglio Rivoluzionario e sancisce la nascita della Repubblica Socialista dell'Unione di Birmania, di cui assume la Presidenza nominando il generale Sein Win Primo Ministro.

YADAYA: L'ARTE DI COMANDARE GLI SPIRITI

Pochi paesi come la Birmania hanno una storia tanto ricca di aneddoti curiosi sull'influsso di superstizione e scaramanzia sulla vita quotidiana della nazione.

Nel 1961, dopo essere riuscito a vincere le elezioni e a tornare al governo, U Nu fece costruire 60.000 pagode per ingraziarsi gli spiriti e propiziare la pace nel paese diviso, pace che il suo compagno di partito e sostituto alla guida del governo Ne Win aveva perseguito tanto tenacemente da non risparmiare stragi di massa e rastrellamenti.
Dopo la vittoria della "Lega Nazionale per la Democrazia", guidata da Aung San Suu Kyi, nelle elezioni del 1990 per la formazione dell'Assemblea Costituente, la Sangha (la casta dei monaci) ricevette un'enorme quantità di denaro donato da vari membri della giunta militare (SLORC, "Consiglio per il Ripristino della Legge e Ordine Statali") che intendevano così ingraziarsi gli spiriti in vista della minaccia. Risolto il problema alla radice con l'annullamento del risultato elettorale e l'arresto degli oppositori (tra cui anche Aung San Suu Kyi), venne avviato un monumentale programma di restauro di varie pagode in tutto il paese.
Ciò non stupisce considerando che la costruzione di pagode, così come la beneficienza ai monaci, è considerata dal Buddhismo Theravada un efficace metodo per purificare il proprio karma, soprattutto se si ha qualcosa da farsi perdonare...

Tuttavia in Birmania la superstizione va oltre la semplice pratica di fede. Astrologi, numerologi e maghi godono di grande credibilità a tutti i livelli della società e non esiste governante birmano che non ne tenga in altissima considerazione consigli e predizioni. Corollario di queste credenze è un insieme di tecniche per pilotare la sorte che in Birmania ha un nome preciso.

"Yadaya" è l'insieme di tecniche approntate per cambiare o annullare un evento negativo futuro o per propiziare l'accadere di un evento favorevole.
Ci sono due tipi di yadaya: il "bokda yadaya", ovvero gli atti di merito buddhista per migliorare il karma, tipo costruire pagode e monasteri o fare donazioni al Sangha (abbiamo già visto), e il "lawkī yadaya", ovvero le azioni perpetrate per cambiare o determinare il futuro.
Anche noi occidentali siamo avvezzi a una buona dose di bokda yadaya (basti pensare ai fedeli che accendono un cero o che fanno donazioni al clero), ma il lawkī yadaya è un fenomeno più esotico e bizzarro, la cui performance richiede conoscenze occulte di numerologia e astrologia e che, a causa del livello di arbitrarietà nella gestione del potere in Birmania, esercita il suo influsso sulla vita pubblica ben oltre la ragionevolezza.

Ad esempio, nel 1970 il governo decise di cambiare il senso del traffico nel paese dalla tradizionale guida a sinistra alla guida a destra, incurante del fatto che tutti i veicoli circolanti fossero progettati per la guida tradizionale; questo fu probabilmente un espediente per bilanciare l'eccessivo posizionamento a sinistra della politica di Ne Win, messo in allerta dal suo astrologo circa una potenziale minaccia politica.
Dopo la vittoria elettorale dell'opposizione nel 1990, allo scopo di disinnescare la minaccia del carisma politico di Aung San Suu Kyi, il Generale Khin Nyunt si vestì da donna, si mise a salire per una collina seguito dai suoi assistenti e, chiamato per tre volte "sorella maggiore Nyunt", si voltò rispondendo e confermando quindi la sua natura femminile. In questo modo la giunta militare ritenne di neutralizzare l'eventualità che una donna prendesse il potere inscenando una versione addomesticata del futuro temuto.
Ancora, si dice che Ne Win usasse mettersi davanti allo specchio e sparare alla sua immagine riflessa per neutralizzare la minaccia di attentati nei suoi confronti.

Queste tecniche evasive messe in atto per neutralizzare futuri eventi infausti sono chiamate "kein chay" e consistono nel neutralizzare la predizione infausta realizzandola attraverso la messa in scena di una imitazione innocua.
Per determinare, al contrario, un evento fausto entra in gioco lo "yadaya hsin" che introduce il futuro desiderato nel presente abbinandolo ad opportune simbologie o numerologie "amichevoli".


L'indipendenza della Birmania dalla Gran Bretagna, il 4 gennaio 1948, fu dichiarata alle 4:20 del mattino, un'ora propizia secondo i calcoli degli astrologi.
È ciò che fecero anche gli attivisti anti-governativi che scelsero la data dell'8.8.88 per lanciare l'insurrezione. Tuttavia, nonostante l'accurato tempismo, la protesta terminò in un bagno di sangue il 18 settembre col colpo di stato militare guidato dal Generale Saw Maung.
Ancora, per commemorare la carneficina dell'88, l'opposizione scelse la data del 9.9.99 ma anche questa volta il pugnace regime oppose alla magia dei numeri il fuoco dei fucili.

Tutti i birmani sono a conoscenza di queste pratiche e del fatto che i loro governanti le adottano da sempre. Pochi pensano che si tratti in realtà di inutili stranezze o, peggio, di crudeli eccentricità: la maggior parte di essi ha una carta astrologica personale, disegnata al momento della nascita. "È tradizione".
In effetti queste pratiche sono un retaggio culturale ancestrale, presumibilmente derivato dal Buddhismo Ari penetrato nella regione nel VII sec. d.C. in seguito a contatti commerciali con l'India e il Tibet. Mischiatosi con le credenze autoctone del culto dei Nat e dei Naga, si è radicato nelle tradizioni birmane a tal punto che, quando nell'XI sec. Re Anawrahta unifica il paese convertendolo al Buddhismo Theravada, filosofia e superstizione formano un connubio.
Il fatto che queste tecniche possano essere viste come un'arte per comandare gli spiriti non sembra impensierire la Sangha e la popolazione è avvezza a decisioni irrazionali persino nella condotta delle istituzioni.
È il caso della Union of Burma Bank, che nel 1985 comincia a emettere una strana serie.

LA STRANA SERIE

Tra il 1985 e il 1987 viene emessa una serie di banconote con denominazioni stravaganti: 15, 35, 45, 75 e 90 kyat.
La magia dei numeri prende il sopravvento sulla logica della decimalità.

La prima emissione è quella da 75 kyat del 10 novembre 1985, commemorativa del 75° compleanno di Ne Win.
Se vogliamo, nasce sotto cattivi auspici visto che solo una settimana prima, il 3 novembre, il governo aveva demonetizzato le banconote da 50 e 100 kyat senza preavviso, seppure concedendo parziale compensazione.

75 kyats, ND (1985) – Pick 65

Emissione non datata della Union of Burma Bank. Al fronte: ritratto in borghese del Generale Aung San (1915-1947). Al retro: bassorilievo di "Lawkanat" (Loka Byuha Nat), Spirito Guardiano dell'Universo, simbolo di pace, gioia, prosperità e arte.






Il 1° agosto 1986 vengono emesse le banconote da 15 e 35 kyat. Presumibilmente queste denominazioni hanno a che fare con la numerologia del 75.

15 kyats, ND (1986) – Pick 62

Emissione non datata della Union of Burma Bank. Al fronte: ritratto senza copricapo del Generale Aung San (1915-1947). Al retro: rappresentazione del Principe Min Thar, maschera del teatro burmese.






35 kyats, ND (1986) – Pick 63

Emissione non datata della Union of Burma Bank. Al fronte: ritratto in alta uniforme del Generale Aung San (1915-1947). Al retro: Angelo Nat e dettagli di intarsio dal portale del monastero Shwe In Bin Kyaung di Mandalay.






Il 5 settembre 1987 la popolazione subisce una nuova demonetizzazione, questa volta senza compensazione alcuna: le banconote da 25, 35 e 75 kyat sono messe fuori corso e il 75% della cartamoneta in circolazione viene azzerata.
Il 22 settembre vengono emesse le due banconote da 45 e 90 kyat: la "magia del «9»".

45 kyats, ND (1987) – Pick 64

Emissione non datata della Union of Burma Bank. Al fronte: ritratto dell'eroe nazionale "Thakin" Po Hla Gyi (1908? - 1943?), operaio petrolifero attivo nelle lotte operaie per l'indipendenza della Birmania dall'Inghilterra. Al retro: operai petroliferi e campi di estrazione.






90 kyats, ND (1987) – Pick 66

Emissione non datata della Union of Burma Bank. Al fronte: ritratto del monaco, fisico e attivista anti-colonialista Saya San (1876-1931). Al retro: contadino che ara con buoi e soldati che piantano riso.






Come sappiamo, l'8 agosto 1988 il malcontento popolare esploderà nel tragico tentativo d'insurrezione.
Il colpo di Stato che porta al governo di Saw Maung mette fine al potere formale di Ne Win anche se il dittatore mantiene un certo influsso sulla giunta militare. Se non altro, cessa la discutibile pratica di denominare le banconote un po' come capita e di demonetizzare a tradimento.
Il governo di Saw Maung, il 20 giugno 1989, cambia nome al paese e comincia l'emissione delle serie del leone (con denominazioni da 1, 5, 10, 20, 50, 100, 200, 500 e 1000 kyat) mentre le vecchie strane banconote da 15, 45 e 90 kyat, ultime memorie di Birmania, si spengono di usura nei mercati del Myanmar.




Davide Oldrati © 2014